
La straordinaria scultura raffigurante Sigilgaida Rufolo, capolavoro dell’arte duecentesca dell’Italia Meridionale, opera di Nicola di Bartolomeo da Foggia, e il “Falconiere” saranno esposti, fino al 20 febbraio 2011, alla Mostra Internazionale “Die Staufer und Italien”, inaugurata il 19 settembre u.s. presso lo "Zeughaus" di Mannheim dai Musei Reiss-Engelhorn, in collaborazione con i Länder Baden-Württemberg, Rheinland-Pfalz e Hessen.
La grande rassegna esamina le innovazioni e lo sviluppo delle arti e della cultura in Germania, in Italia Settentrionale e nel “Regnum Siciliae”, sotto la dinastia degli Hohenstaufen (sec. XII –XIII), nobile casata estinta con Corradino di Svevia che, sconfitto e fatto prigioniero durante la battaglia di Tagliacozzo, fu giustiziato il 29 ottobre 1268 in Piazza Mercato a Napoli.
Esposte su un’area di oltre 2000 mq, tra i preziosi oggetti provenienti dai musei di tutto il mondo, le due opere, conservate nel Museo del Duomo di Ravello, già presentate con successo alle mostre “Set in stone” (Metropolitan Museum, New York 2007) ed “Exempla” (Rimini 2008), esaltano la modernità di Federico II, il “puer Apuliae”, e sono, pertanto, legate ad uno dei momenti più sfolgoranti dell’ arte imperiale, tesa al recupero della classicità e del naturalismo.
Un indirizzo culturale suggellato, tra l'altro, nel trattato “De arte venandi cum avibus”, laddove l’imperatore svevo aveva invitato gli artisti ad essere attenti al dato naturale in modo tale da rappresentare “le cose che sono, come sono”.
I caratteri iconografici della “nostra” Sigilgaida avvicinano la donna ad una basilissa bizantina, i capelli sono raccolti in lunghe trecce, il viso è reso con un dolce modellato, in grado di definire i tratti somatici e di rivelare una matrice classica riscontrabile anche nel "Falconiere" che, in abito elegante, tiene stretto nella mano un falco mentre ai suoi piedi un cane addenta la preda.
Alla luce di quanto esposto, siamo certi che questa meravigliosa figura femminile con diadema, “una delle più belle sculture di tutta l’arte occidentale, di certo fra le più significative del Duecento d’Italia”, come ha scritto il compianto Raffaello Causa, e il “Falconiere” riscuoteranno un enorme successo anche in occasione di questo straordinario percorso.